24/05/17

Sull'intervento di Trump in Arabia Saudita


L’INTERVENTO DI TRUMP IN ARABIA SAUDITA: “UNA VERA S2PREMUTA DI CUORE…!”

L’IMPERIALSMO,USA IN TESTA, NON SI SMENTISCE MAI,MENTRE PARLA DI PACE, PENSA COME CONTINUARE  E RAFFORZARE  LA GUERRA

ORA E SEMPRE, MORTE ALL’IMPERIALISMO!!!

Il discorso di due giorni fa del presidente degli Stati Uniti Trump, in Arabia Saudita, non fa altro che confermare la natura assassina e barbara dell’imperialismo; le reali intenzioni dei paesi imperialisti, a cominciare dagli USA, di continuare a seminare guerre, migrazioni di massa, miseria e lutto, in nome del profitto,contro le masse popolari del pianeta.  Altro che pace e prosperità!

Mentre parlava di pace, di onorare dio, di milioni di posti di lavoro, del futuro dei giovani e di prosperità per i popoli, Trump esaltava, trionfante, l’affare del secolo, ovvero i 350 miliardi di dollari che il Regno Saudita investirà negli USA, in cambio di un ingente rifornimento di armi e di assistenza militare,con la scusa della lotta al terrorismo. 

Il presidente degli USA -contro cui, ricordiamo, aleggia lo spettro dell’impeachment per avere condotto affari sporchi con la mafia russa e trafficanti israeliani di diamanti, in cui è coinvolto anche suo genero- ha avuto la spudoratezza di parlare di lotta tra il “bene e il male”, in cui il bene, sarebbe lui e l’imperialismo, ed il male, il terrorismo e l’Iran, ritenuto quest’ultimo ”causa di tutti i mali del Medio Oriente”.

Ma la cosa altrettanto aberrante e nel contempo grottesca, è il fatto,come risaputo da tutti, che l’Arabia Saudita è sempre stata  grande sponsor del terrorismo islamico, come affermato ripetutamente anche dalla stessa Hillary Clinton. Ed inoltre,che  l’industria bellica USA foraggia da sempre l’ISIS, stato che è una creatura delle politiche dell’imperialismo americano in Medio Oriente (come confermato pure dalla Clinton), usato per contenere l’influenza dell’URSS nel mondo arabo, nella contesa per il predominio energetico e finanziario.

Non dimentichiamo che sotto la presidenza di Reagan, gli Stati Uniti hanno armato e addestrato i talebani in Afghanistan.  Al Queda nasce con i soldi e il supporto americano. Ma quando il “mostro” sfugge di mano (come ripetuto dalla Clinton), ecco che gli amici di ieri diventano i nemici di oggi, come pure l’ISIS, il “pericolo numero uno”, che funge da pretesto per permettere agli USA di intervenire sistematicamente nei paesi arabi, per assumere il controllo monopolistico delle fonti energetiche e per l’esportazione di capitali.

La storia, i fatti dimostrano inesorabilmente la reale essenza dell’imperialismo USA (che fin dai suoi albori, come affermano gli storici, è stato per il 93% del tempo in guerra, quasi in ogni parte del mondo, massacrando centinaia di milioni di civili inermi),  e dell’imperialismo internazionale che è il vero male, la causa di tutti i mali del proletariato e delle masse popolari del mondo.

L’imperialismo, l’economia imperialista si fonda sull’assoggettamento violento dei popoli e si nutre dello sfruttamento e del sangue dei popoli oppressi, dei popoli dei paesi imperialisti più deboli e delle masse popolari degli stesi paesi imperialisti.

Gli stati imperialisti,comitati d’affari della grande borghesia, sono i garanti di tutto ciò e dell’intensificarsi dello sfruttamento, della miseria e della devastazione,indispensabili per il capitale,per la sopravvivenza stessa del sistema.

La tendenza al fascismo è organica all’imperialismo. La moderna fascistizzazione degli stati imperialisti avanza tanto più che avanza la crisi economico-politica mondiale. Gli stati devono garantire che i padroni e la borghesia agiscano indisturbati nell’intensificazione dello sfruttamento degli operai, dei lavoratori, del cosiddetto esercito di riserva,dei precari,delle donne, dei giovani,degli immigrati. 

Ma come ci ricorda il grande MAO: “L’imperialismo è una tigre di carta. Tutti i reazionari sono tigri di carta. Sembrano terribili, ma in realtà non sono tanto potenti. Considerando le cose a distanza,la vera forza appartiene al popolo, non ai reazionari!”. 

“Quando la gente parla dell’imperialismo americano ha la sensazione che sia terribilmente forte…Ma si dimostrerà che i reazionari americani,come tutti i 


reazionari nella storia non hanno molta forza. Negli Stati Uniti la vera forza appartiene al popolo americano”.

“La forza dell’America è superficiale e transitoria. La crisi è come un vulcano che minaccia quotidianamente l’America. L’imperialismo americano siede in questo vulcano. Questa situazione ha indotto gli imperialisti americani a formulare un piano per ridurre in schiavitù il mondo intero; correre come belve assetate di sangue in giro per l’Europa, per l’Asia e per altri parti del mondo; ingaggiare reazionari in ogni paese, rifiuti umani…; formare un campo imperialista e antidemocratico..”

“Ma verrà il giorno della nostra vittoria e della sconfitta di questi reazionari. Il motivo è semplicemente questo: i reazionari rappresentano la reazione, noi rappresentiamo il progresso”.

 “Tutta la storia,la storia di alcuni millenni della società umana divisa in classi conferma questo assunto: i forti devono cedere il posto ai deboli. Questo vale anche per il continente americano. Ciò che è grande è destinato ad essere rovesciato da ciò che è piccolo. Ciò che è piccolo diventerà grande”.

“Chi era grande e forte è stato sconfitto  perché era staccato dal popolo,mentre chi era piccolo e debole ha vinto perché si era legato al popolo e lavorava per esso”.

“Tutti i punti di vista che tendono a sopravvalutare la forza del nemico o a sottovalutare la forza del popolo sono sbagliati. Se ciascuno da il meglio di se stesso, noi, con l’appoggio di tutte le forze democratiche mondiali, riusciremo sicuramente a mandare all’aria il piano imperialista di asservimento, o prevenire lo scoppio di una terza guerra mondiale, a rovesciare i regimi reazionari e a conquistare una pace duratura per l’intero genere umano.”

“Potremo avere la pace solo dopo che l’imperialismo sarà annientato. Verrà il giorno in cui le tigri di carta saranno distrutte. Ma esse non si distruggeranno da sé,saranno necessarie raffiche di vento e scrosci di pioggia… “L’alba è vicina, dobbiamo farci animo…”.


Quando saremo al G7 di Taormina dobbiamo ricordarci di tutto ciò; ricordarci che l’imperialismo è il male, il male di tutti i mali, e che noi e la classe proletaria siamo il bene, perciò siamo nel giusto e abbiamo mille ragioni per protestare e lottare per rovesciare realmente questa barbara e misogina società!


Lavoratrici SLAI Cobas sc-Policlinico Palermo Pa, 23.05.2017

19/05/17

Le operaie Fiat di Pomigliano si preparano alla mobilitazione contro la repressione padronale

comunicato stampa

FCA Pomigliano:  8 Marzo di genere operaio contro  modello-Marchionne"

LA CAUSA  IL 20 GIUGNO DAL GIUDICE DEL LAVORO DEL TRIBUNALE DI NOLA

La vicenda è relativa allo sciopero di 3 ore dello scorso 8 marzo al reparto-confino WCL di Nola ed alla concomitante assemblea  del Comitato Mogli Operai in occasione della  giornata internazionale della donna dove le operaie FCA di Pomigliano e Nola denunciarono pubblicamente il modello-Marchionne "prefigurante il dominio del capitale sul lavoro e la trasformazione in tal senso dell'intera società con la progressiva eliminazione della democrazia sindacale e politica e dei diritti dei lavoratori, nonché di quelli sociali, civili e costituzionali": info www.comitatomoglioperai.it

Su ricorso degli avv.ti   Arcangelo Fele e Daniela Sodano del sindacato Slai cobas e con la procedura d'urgenza prevista dall'art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, il Tribunale di Nola, Sezione Lavoro, giudice dott.ssa Francesca Fucci, ha fissato l'udienza per il prossimo 20 giugno.

I fatti: all'indomani dell'8 Marzo la FCA cambiò senza motivazione i turni di Antonietta e Carmela (entrambe operaie Fiat e da 8 anni trasferite a Nola, iscritte a Slai cobas ed attiviste del Comitato Mogli Operai), esponendole a seri problemi familiari nonché a quelli relativi allo spostamento casa-lavoro per l'inesistenza di servizi di trasporto pubblico e aziendali tra residenza e posto di lavoro. L'intento repressivo è evidenziato dal fatto che in questi anni l'azienda ha sempre adottato l'accoppiamento per lo stesso turno dei lavoratori automuniti con quelli sprovvisti e/o impediti all'utilizzo di propri mezzi di trasporto come nel caso di Antonietta e Carmela.  Il provvedimento viola inoltre lo stesso Contratto di Lavoro di FCA che testualmente recita: "E' condivisa la volontà di riconoscere ampia attenzione ai problemi degli spostamenti casa-lavoro che hanno rilevanti effetti sull'equilibrio complessivo del benessere del lavoratore e sulla possibilità di conciliare esigenze e tempo di vita e di lavoro".

Intanto si prepara la mobilitazione in occasione dell'udienza del prossimo 20 giugno: un contenzioso giudiziale senza precedenti giuridici e ad alto valore simbolico che vedrà "le donne operaie ed il loro 8 marzo" scontrarsi col "modello-Marchionne e la FCA di Pomigliano" denunciata per repressione di genere ed antisindacale"!

"Le forti implicazioni politiche, sociali e culturali, sono evidenti"… dichiarano le donne del Comitato Mogli Operai Pomigliano…  "come evidente è lo scontro tra chi oggi vorrebbe riportarci tutti, uomini e donne, indietro di 100 anni, sottoponendoci alla moderna schiavitù economica, e chi vuole riorganizzare a tutto campo le ragioni dei lavoratori e quelle sociali, e far 'ricontare' la classe operaia".

Comitato Mogli Operai Pomigliano
Pomigliano d'Arco, 19 maggio 2017

DAL G7 DI BARI AL G7 DI TAORMINA - NON LASCEREMO IN PACE I PADRONI DEL MONDO!

L'intervento di una compagna di proletari comunisti di Taranto, durante il corteo di sabato scorso a Bari.
"Siamo venuti a Bari e saremo anche al G7 di Taormina. Non si credessero i ministri, i potenti del mondo che loro devono in pace decidere contro di noi, contro i lavoratori, le donne, i giovani; noi li assedieremo. Non credessero di poter lavorare tranquilli. A Bari la polizia, lo Stato ha voluto fare una specie di prova, ha occupato militarmente la città, impedendo di vivere agli stessi abitanti; è una guerra quella che loro fanno e che portano avanti ogni giorno.
In tre giorni qui a Bari, i ministri economici e tutto il loro mega staff, si mangiano quanto lavoratori e lavoratrici prendono in tanti anni di lavoro. Questi sono i veri responsabili delle nostre condizioni di vita, di lavoro sempre più misere, precarie e difficili. A questi noi non abbiamo niente da chiedere – come domandavano dei giornalisti – noi non abbiamo domande da fare a chi è il nostro carnefice. Sono i nostri assassini. Vogliamo ricordare qui tutti gli operai, le centinaia di operai dell'Ilva di Taranto che sono morti per mano dei padroni e dello Stato e continuano a morire.
Renzi è venuto a Taranto dopo aver fatto 10 decreto per salvare i profitti dei padroni, e pretendeva di essere lasciato in pace. Ha avuto la giusta protesta. Ora cerca di colpirci con le denunce. Ma noi non abbiamo niente da difenderci, noi vogliamo attaccare.
Noi dobbiamo essere uniti e dobbiamo essere combattivi sempre di più per impedirgli di fare ciò che vogliono.
Contro i migranti, che sono tanti anche a Taranto, stanno negli hotspot dove subiscono violenze, torture. Però anche dai migranti Stato e governo stanno ricevendo la giusta lotta. Tanti migranti si stanno organizzando, hanno fatto grandi manifestazioni, l'ultima a Foggia, e anche a Taranto ogni giorno lottano.
Così le donne. Abbiamo fatto uno storico sciopero delle donne. Uno sciopero che è una sfida verso i padroni, verso il governo, lo Stato, gli uomini che odiano le donne. E quando le donne si muovono, hanno sempre una marcia in più. Prendetevi paura!
Loro si blindano, come si vogliono blindare ancora di più a Taormina, con Trump che non toccherà terra, verrà “catapultato” direttamente nel mega Palazzo per fare il summit. Ma questo dimostra che loro si blindano perchè hanno paura! Hanno paura delle lotte, che la nostra ribellione, prima o poi – e glielo giuriamo – si trasformerà nella nostra guerra di classe, nella nostra lotta per rovesciarli tutti.
Anche contro le guerre che gli imperialisti stanno facendo contro i popoli, che dimostrano che il vero “terrorismo” sono le bombe dell'imperialismo, in questi paesi i popoli si sono da tempo sollevati. In India stanno portando avanti una grande guerra popolare, in cui in prima fila sono le donne.
E allora, prendetevi sempre più paura, potenti del mondo! La nostra lotta andrà avanti e sarà sempre più dura, sarà sempre più unita!"

CHE SIANO ANCOR PIU' LE LAVORATRICI A MANIFESTARE A TAORMINA CONTRO I PADRONI DEL MONDO


CONTRO IL “G7” DI TAORMINA, DOVE I POTENTI, I PADRONI DEL MONDO, TRUMP IN TESTA, DECIDERANNO A TAVOLINO COME CONTINUARE A FARE PROFITTI E AD ARRICCHIRSI SULLA PELLE DEI LAVORATORI E DEI POPOLI DEL PIANETA, SEMINANDO GUERRE, MIGRAZIONI DI MASSA, MISERIA E LUTTO!

CONTRO TRUMP CHE PIU’ DI OGNI ALTRI, CON LA SUA POLITICA NAZISTA, RAZZISTA E MASCHILISTA, RAPPRESENTA IL CONCENTRATO DEL MARCIUME DELLA CLASSE BORGHESE E DELLA PUTREFAZIONE E BARBARIE DI QUESTO SISTEMA CAPITALISTICO CHE STA UCCIDENDO L’UMANITA’ INTERA!

CONTRO L’IMPERIALISMO ITALIANO E IL GOVERNO GUERRAFONDAIO DI GENTILONI/RENZI, CHE FA PAGARE ALLE MASSE POPOLARI I COSTI DELLA CRISI, DELLE GUERRE E LA SETE DI PROFITTI DI PADRONI E BANCHE!

Come è noto, il 26 e 27 maggio prossimo a Taormina avrà luogo il vertice del “G7”, dove i paesi imperialisti (USA, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada) e i loro antipopolari e scellerati governi, tra cui quello moderno fascista italiano – Gentiloni/Renzi - discuteranno su come meglio spartirsi il mondo; su come continuare a depredare le risorse energetiche dei paesi del Medioriente e fronteggiare la grave crisi economica internazionale, negli interessi di borghesia, padroni e banche.

Tutto questo, come sempre, si traduce concretamente in guerre di aggressione contro le masse popolari dello scacchiere mediorientale (come dimostra pure il recente bombardamento della Siria da parte degli USA di Trump, che sta continuando la politica guerrafondaia di Obama, causando migliaia di morti fra donne, bambini, giovani e vecchi), oltreché in politiche della “macelleria sociale” anche negli stessi paesi imperialisti, come pure l’Italia. Paese dove vi sono 10 milioni di poveri e dove si assiste ad una crescente eliminazione dei diritti dei proletari, degli operai, dei lavoratori, dei precari,dei disoccupati, dei giovani, delle donne, dei pensionati (jobs act, massicci licenziamenti, precarizzazione del lavoro, tagli alle pensioni, ai salari, alla scuola, al pubblico impiego, ai disabili, alla sanità e ai lavoratori del Comparto, ed inoltre, aumenti di prezzi e tariffe, dei trasporti, delle spese sanitarie ecc.).

Mentre, di contro, aumentano a dismisura le spese militari (in Italia la difesa costa 64 milioni al giorno, con un incremento del 21% negli ultimi 10 anni) e si continua ad ingrassare la classe al potere, parassita e corrotta, di ogni colore politico, grillini compresi, unitamente ai padroni, sempre più sfruttatori ed assassini, e alle banche, sempre più usuraie e truffaldine.

A quanto sopra si aggiunge l’enorme militarizzazione del territorio, a cominciare dal sud e soprattutto dalla Sicilia con la presenza di armi nucleari e strumenti di controllo delle telecomunicazioni militari (radar,MUOS ecc.) altamente nocivi per la salute, e con tantissime basi militari USA e Nato (Sigonella, Motta S. Anastasia, Caltagirone, Vizzini, Punta Raisi, Isola delle Femmine, Comiso, Marina di Marza, Augusta, Monte Lauro, Centuripe, Niscemi, Trapani, Isola di Pantelleria, Isola di Lampedusa), da cui partono missioni di guerra, facendo della nostra terra uno strumento di morte e, nel contempo, una vera e propria polveriera.

Tutto questo ha portato inevitabilmente ad uno sviluppo del dissenso, della ribellione e della lotta di classe dal sud al nord del Paese (di cui anche il massiccio astensionismo di massa, ad ogni elezione, ne è indice); lotta che ha visto accrescere pure il protagonismo delle donne, principalmente di quelle proletarie, le più povere, che sono quelle che pagano doppiamente i costi della crisi del sistema, con un netto peggioramento dell’insieme delle loro condizioni di lavoro (le prime ad essere licenziate, precarizzate, sfruttate, discriminate, sottopagate, disoccupate) e di vita (sempre più umiliate, molestate, violentate, ammazzate).

L’importante sciopero delle donne dello scorso 8 marzo, che ha visto 40 mila lavoratrici - dalle fabbriche al pubblico impiego, ai negozi, oltreché migliaia di precarie, disoccupate, giovani - scendere in piazza in ogni città e simultaneamente a milioni di donne di tutto il mondo, è stata una risposta forte e dirompente contro l’avanzare del MODERNO FASCISMO e del conseguente MODERNO MEDIOEVO per il genere femminile.

Il governo Gentiloni/Renzi, con il suo ducetto ministro degli interni Minniti, inasprisce la repressione,nella speranza di poter arginare il conflitto sociale (fermi, perquisizioni, arresti “preventivi”, pestaggi, multe, ecc.). MA LA REPRESSIONE NON PUO’ FERMARE LA RIBELLIONE DI CHI, A COMINCIARE SOPRATTUTTO DALLE DONNE, NON HA PROPRIO PIU’ NULLA DA PERDERE IN QUESTA SPORCA E DISUMANA SOCIETA’!

PARTECIPIAMO, ANCOR PIU’ LE LAVORATRICI, ALLA MANIFESTAZIONE DI TAORMINA, DANDO VITA AD UNA GRANDE OPPOSIZIONE DI CLASSE E DI GENERE, CONTRO IL G7, I PADRONI DEL MONDO, TRUMP E I “SIGNORI” DELLA GUERRA IMPERIALISTA! CONTRO LA POLITICA DEVASTANTE DI GENTILONI/RENZI E DI OGNI ALTRO GOVERNO DEI PADRONI, CHE VANNO SPAZZATI VIA!

Lavoratrici SLAI Cobas sc. – Policlinico Palermo

Sosteniamo la lotta delle lavoratrici ACI-informatica, la riforma Del Rio è una truffa, che mette a rischio 600 posti di lavoro

Da Tavolo 4:

Ti contattiamo per aiutarci a fare da cassa di risonanza alla nostra lotta finalizzata ad evitare l'ennesima truffa ai cittadini e alla qualità del servizio pubblico nonché al mantenimento del posto di lavoro.
Il governo sta eliminando il Pubblico Registro Automobilistico (PRA) da anni gestito con eccellenza da ACI Informatica, aumentando i costi per i cittadini e cancellando il servizio pubblico.
In sintesi:
Dossier:
RSU ACI INFORMATICA - Via Fiume delle Perle 24 - 00144 Roma
Contatti: e-mail RSU@informatica.aci.it – tel. 06.52999781

Non è diffamazione, è la verità: Raccuia è uno stupratore e la giudice Minucci lo ha protetto!

Comunicato di NUDM Torino su operazione repressiva
 
Venerdì notte il pm Rinaudo di Torino ha ordinato perquisizioni e sequestro di cellulari e pc di alcuni esponenti della Federazione Anarchica torinese partecipanti alla rete Non Una di Meno, per le scritte comparse un mese fa davanti al Tribunale di Torino contro la giudice Diamante Minucci e sulla sede della Croce Rossa contro Massimo Raccuia.
L'accusa è di imbrattamento e diffamazione.

Non ci interessa chi abbia fatto quello scritte, ma ciò che ci preme in questa vicenda è puntare l'attenzione sull'assurdità di un'operazione repressiva volta a punire e criminalizzare chi ha scritto sui muri ciò che di fatto abbiamo, non solo pensato, ma anche gridato in molte e molti nelle piazze l'indomani della sentenza.
Massimo Raccuia è uno stupratore e la Giudice Diamante Minucci ha difeso, protetto e assolto uno stupratore.
Non è diffamazione, è la verità.

Una verità che non è stata stabilita e fissata nelle aule di un tribunale, ma la verità che ha cercato in tutti i modi di raccontare Laura: l'unica verità che per noi conta e ha valore.
Evidentemente i giudici e i tribunali di questo paese sono considerati intoccabili come se fossero portatori di verità assolute e inconfutabili. Non possono essere criticati e messi in discussione, pena la denuncia di diffamazione, la stessa che rischia di dover affrontare Laura dal momento che ha accusato di stupro un uomo che il tribunale ha decretato essere innocente.

La Giudice Diamante Minucci, a capo della prima sezione penale del Tribunale di Torino, non deve aver gradito il clamore delle piazze e delle manifestazioni che l'hanno individuata come responsabile non solo di una sentenza assurda, ma di un giudizio inaccettabile su una donna che ha subito violenza.
Raccuia è stato assolto perchè Laura non ha urlato, non si è fatta massacrare di botte, non aveva segni visibili sul corpo delle violenze subite. Come se la reazione possa misurare la veridicità della violenza agita. Non è solo il buon senso a suggerircelo, ma anche l'esperienza diretta di qualunque donna abbia subito violenza: non tutte le donne reagiscono allo stesso modo di fronte a una violenza.
Ma per la giudice Diamante Minucci non sono bastati il buon senso e l'esperienza diretta della donna.
Laura non ha urlato, non ha reagito come avrebbe dovuto, quindi era consenziente. Come se il consenso si misurasse in decibel o sempre e comunque attraverso comportamenti manifesti.

Non è la prima volta che una donna che ha subito violenza al momento del giudizio nel confronti dello stupratore si ritrova giudicata e da parte lesa diventa imputata lei stessa. Sentenze che, assolvendo gli stupratori, non soltanto violano la donna una seconda volta, ma la mettono pure nella condizione di doversi difendere, di vedere la propria vita scandagliata, peggio,  di dover subire diagnosi psichiatriche volte a screditarla, come se si fosse inventata tutto o se la fosse in qualche modo cercata.

Poiché la casta degli intoccabili è stata criticata e attaccata, la questura si è mobilitata in sua difesa, arrivando a perquisire, denunciare e sequestrare materiali per due banali scritte sui muri.

Come NonUnaDiMeno, il 12 aprile abbiamo organizzato presidi e azioni davanti ai tribunali di diverse città in solidarietà a Laura e per denunciare la violenza che le donne subiscono durante i processi per stupro, che spesso le vedono diventare imputate a loro volta.

Di nuovo vogliamo ribadire che la solidarietà non si processa e che se toccano una toccano tutte!!!
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni coinvolti nell'indagine della questura torinese, che insieme a noi hanno manifestato per le vie della città e fuori dal tribunale la nostra solidarietà a Laura e la nostra indignazione nei confronti della sentenza della Giudice Minucci.

NON UNA DI MENO TORINO

16/05/17

Contro il G7 di Taormina, per una linea femminista, proletaria e rivoluzionaria

Le compagne del MFPR si battono per affermare una linea proletaria e rivoluzionaria al G7 di Taormina. Di seguito riprendiamo stralci da un intervento MFPR all'assemblea di Palermo.

...valorizziamo questa assemblea dopo lo sciopero dell’8 marzo a Palermo;
riproponiamo l'analisi di Trump= fascio imperialismo che è anche il concentrato dell’odio fascista degli uomini verso le donne... le donne borghesi come la Boschi, la Lorenzin… che in preparazione del il G7 hanno redatto un documento di cui noi diciamo “Non in nostro nome”, non potranno mai presentare un documento a nome della maggioranza delle donne, facendo esempi concreti di ciò che c’è scritto in questo documento (le donne come risorsa per il PIL del paese, cioè al servizio del Capitale, le donne che devono accedere a percorsi di istruzione sempre più tecnici nelle scuole, come ha affermato la Fedeli, cioè nuove braccia fresche femminili da sfruttare doppiamente nelle fabbriche…), perché le donne non sono tutte uguali ma ci sono le borghesi, le piccolo borghesi e le proletarie;
è importante perciò che al G7 le donne siano in prima linea portando i contenuti necessari e in questo senso dando una risposta combattiva nelle forme in cui si potrà essere conflittuali ...  
l'assemblea di Roma...rispetto al G7,ha ignorato o male affrontato ed è stato necessario rompere lo schema del tavolo ci si partecipava, fare pressione per una presa di posizione di lotta e di come le risposte delle organizzatrici siano state deludenti e vanno criticate : ' sono state un affronto, offesa per le donne del sud, come se il g7 fosse una questione solo locale e non addirittura internazionale' denunciando la nota negativa comunque di un movimento nazionale che almeno in quella sede non ha preso posizione;  la borghesia ci fa la guerra e quindi anche noi ci dobbiamo considerare in guerra…

..critichiamo la linea piccolo-borghese pacifista e anche filo istituzionale che : dietro la premessa: ma quanto è bella questa voglia di reagire attacca l'analisi classista del movimento delle donne su donne borghesi, piccolo-borghesi e proletarie divise, indicare  il femminismo degli anni ’70 alle giovani presenti, non come riferimento di lotta vincente ma come argomento di mero studio; quindi la linea opportunista di destra sostiene il problema vero è che bisogna trovare un linguaggio femminile,  affermando che  lo spezzone femminile al G7 non è quello che ci può rappresentare né violare la zona rossa, perché sono rituali che convalidano le politiche della borghesia e sono atteggiamenti maschili. e conclude dicendo che le donne con le armi sono una pratica maschile da rigettare 
 se parlare di donne con le armi sarebbe una pratica maschile: “che dire allora delle partigiane o delle donne curde, spesso incensate?” 
bisogna  partire  dalle lotte quotidiane che si fanno con le lavoratrici, i rapporti di forza che ci sono in campo, la creatività che si mette in campo dal nostro punto di vista, ... non si tratta di pratica maschile ma di fare ciò che è necessario..