09/03/18

8 marzo a Milano

Una lunga giornata di lotta iniziata con il corteo promosso dagli studenti dove le compagne del movimento femminista proletario rivoluzionario hanno portato il comunicato in solidarietà con Lavinia la maestra antifascista sotto forte attacco repressivo e fatto compilare il questionario alle lavoratrici-poche purtroppo quest’anno- presenti in piazza. Alcune hanno lasciato il contatto per poterlo ricevere via web e farlo girare tra le loro compagne di lavoro. Tra le lavoratrici è stata fatta circolare la piattaforma dello sciopero delle donne e il foglio del mfpr.
Alcune lavoratrici in piazza hanno portato l’apprezzamento per l’intervento del mfpr alla recente assemblea nazionale di NUDM tenuta a Milano:” Siete state l’unica voce fuori dal coro. Avete portato i contenuti, la linea che serve all’interno del movimento delle donne..”
Interessante anche lo scambio con delle giovanissime che hanno voluto saperne di più del mfpr, una sorta di inchiesta motivata dal fatto che: ”Noi non facciamo parte di nessun movimento, non conosciamo le diverse posizioni, ma pensiamo sia necessario prendere parte al movimento delle donne e quindi vorremmo saperne di più per poter scegliere”. Abbiamo risposto nella maniera più completa possibile nella situazione data. Abbiamo lasciato loro i volantini e il foglio e il suggerimento anche di seguire il blog.
Molto ci ha colpito la riflessione che una lavoratrice, militante di lungo corso, estremamente commossa-sino alle lacrime-nel vedere tanti giovani: ”Forse noi non siamo state in grado di trasmettere le ragioni/necessità della lotta. Un’intera generazione sembra non sia stata coinvolta. Speriamo che questi giovani possano trovare le ragioni per andare avanti”.


Alla partenza del corteo abbiamo aperto lo striscione e iniziato con gli slogan, per quanto possibile visto il potente impianto sul camion che rendeva difficile farsi sentire. Il nostro spezzone è stato costantemente punto di riferimento di diverse lavoratrici e a noi si sono unite le lavoratrici presenti in piazza del Si Cobas con cui si è avuta una interlocuzione durante tutto il corteo sia nello scandire gli slogan, nell’apprezzamento per la maglietta del mfpr con la scritta scateniamo la nostra ribellione di cui si è “impossessata” una lavoratrice della scuola indossandola e orgogliosamente mostrandola per tutto il corteo, ma, in generale, l’apprezzamento è stato per l’organizzazione, la concezione, la capacità di analisi mostrate dal mfpr. Brevemente si sono scambiate alcune riflessioni sul peggioramento delle condizioni di vita in particolare per le lavoratrici, compreso il supplizio ad esse inflitto dall’allungamento dell’età della pensione. Al termine della lunga giornata le compagne hanno chiesto di mantenere i contatti anche dopo l’8 marzo.
 

Al pomeriggio, al concentramento del corteo cittadino, abbiamo diffuso la piattaforma dello sciopero delle donne e allestito un banchetto con i materiali del mfpr, che ha suscitato apprezzamento esplicitato in particolare da diverse compagne militanti di lungo corso per la ricchezza, frutto di un grande lavoro sul fronte pratico e teorico fatto in tanti anni. Anche l’involontario errore nello striscione-femminismo scritto con una emme- è stata motivo di confronto-scontro: “Non si possono fare di questi errori” in realtà espressione del “fastidio” per le parole successive: proletario rivoluzionario. Entrambi i cortei sono stati meno partecipati rispetto allo scorso anno. Alcuni elementi, a nostro parere, hanno pesato: la vicinanza di date con il recente sciopero della scuola, ma soprattutto l’estrema confusione generata dallo spauracchio della franchigia elettorale che ha contribuito a far passare sottotono la centralità dello sciopero a partire dai posti di lavoro. Abbiamo chiuso la giornata con la consapevolezza del grande lavoro necessario.




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